Il Giudice di Pace di Termini Imerse è stato chiamato a decidere sulla opposizione proposta dalle Poste Italiane contro il decreto ingiuntivo che aveva riconosciuto il diritto del sig. S. C., assistito in giudizio da chi scrive, al pagamento delle somme maturate e dovute secondo le pattuizione a tergo del buono fruttifero postale. Il GdP ha specificato che “all’epoca dell’emissione dei titoli, oggetto del contendere, la materia era regolata dal DPR 29/03/1973 n. 156, recante Approvazione al Testo Unico delle disposizioni legislative in materia postale, di banco posta e di telecomunicazioni. Ai sensi dell’art. 171, rubricato Emissioni di buoni fruttiferi, era stabilito che gli uffici postali nei limiti e con le modalità indicate dal regolamento, rilasciano buoni postali di risparmio nominativi, rimborsabili a vista presso gli uffici di emissione. Le modalità di rimborso venivano fissate dall’art. 178, ai sensi del quale i buoni venivano pagati presso gli uffici di emissione o presso altri uffici nei limiti di taglio in cui sono autorizzati ad emetterli, con le condizioni e modalità indicate dal regolamento. Per quanto concerne la misura degli interessi da corrispondere, l’art. 173 prevedeva che gli interessi vengono corrisposti a seconda della tabella riportata a tergo dei buoni”.

Ciò specificato, il GdP ha dato atto che il sig. C. S., nel momento in cui ha concluso il contratto, ha fatto affidamento sugli importi indicati nel titolo e nella tabella indicata, che costituisce parte integrante del buono, e che tale convinzione del sottoscrittore è rimasta tale per tutta la durata del rapporto contrattuale, come dimostra la riscossione delle somme alla scadenza naturale.

Pertanto, considerato che i buoni fruttiferi postali non sono titoli di credito, ma titoli di legittimazione e che nondimeno il vincolo contrattuale tra emittente e sottostante i titoli è destinato a formarsi proprio sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti (cfr. Cas. 2005/27809; Cass. SU. 2007/13979), il GdP di Termini Imerese, in considerazione del principio di buona fede contrattuale e della tutela del contraente che ha sottoscritto un buono postale, ha ritenuto corretto applicare gli interessi indicati sul retro del buono (Sent. 168/2019 GdP Termini Imerese), accogliendo integralmente la difesa svolta in favore del sig. C.S.