Con ricorso ex art. 700 c.p.c. depositato in data 17.01.2022 la ricorrente, dott.ssa C. G., dopo aver premesso di aver presentato in data 15.04.2021 domanda di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia per il personale ATA per il triennio 2021–2024, di aver indicato, quale istituzione scolastica di destinazione (“cd. capofila”) l’Istituto Comprensivo “N. B.” di C. ed, ai fini dell’attribuzione del relativo punteggio in graduatoria, i titoli di servizio maturati presso enti di formazione professionale, accreditati dalla Regione Siciliana, deduceva che erroneamente il Ministero non le aveva riconosciuto il servizio espletato alle dipendenze degli Enti di Formazione Professionale che, invece, avrebbero dovuto essere valutati rispettivamente al pari di quello prestato presso scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate e quale servizio effettivo reso nella medesima qualifica. 

Concludeva, pertanto, chiedendo di “accertare e dichiarare il diritto della ricorrente alla valutazione, per la graduatoria ATA di III fascia, anni scolastici 2021/2024, per i profili professionali di assistente amministrativo e collaboratore scolastico, del servizio prestato presso i centri di formazione così come documentato in atti, riconoscendo un punteggio pari a 46,23 punti ovvero pari a 31,53 punti per il profilo di AA e un punteggio pari a 26,65 punti per il profilo di CS o, in subordine, un punteggio pari a 27,73 o 17,38 punti per il profilo di AA e di 15,71 per il profilo di CS e conseguentemente ordinarsi la rettifica del punteggio in graduatoria della ricorrente”.

Si costituiva il MIUR chiedendo il rigetto del ricorso.

Il Tribunale, verificato la ricorrenza di entrambi i presupposti (fumus boni iuris e periculum in mora) accoglieva integralmente il ricorso.

In ordine al fumus boni iuris, il Tribunale adito, infatti, riteneva che se “è pur vero che la Tabella A), allegata al DM n. 50/2021, relativo alla costituzione delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia per i profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, addetto alle aziende agrarie, collaboratore scolastico, ai fini dell’assegnazione del punteggio, prevede che possa tenersi conto solo del servizio prestato alle dipendenze di Amministrazioni statali ed Enti locali, va richiamata la differente formulazione dei punti 7.1 e 7.2 della predetta tabellaconcernenti il servizio pregresso prestato presso, tra le altre, le scuole paritarie, e il punto 9, relativo al servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali e altri soggetti. Le prime norme, a differenza della seconda, non contengono alcuno specifico riferimento al servizio prestato alle dirette dipendenze.

La formulazione delle disposizioni in commento consente, quindi, di ritenere che il servizio pacificamente prestato dalla ricorrente presso gli enti di formazione professionale, ai sensi del DM 50/2021, allegato A, punto 7.2, lettera c), rientri nella categoria “scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate”, non prevedendo il DM alcuna prescrizione tesa ad escludere i rapporti di lavoro resi presso enti di formazione dall’alveo di quelli che, resi presso scuole non statali paritarie, possano validamente portare al riconoscimento del relativo punteggio. Difatti il CE.FO.P. e il CIAPI, come emerge dalla documentazione in atti, sono enti di formazione che hanno ottenuto dalla Regione Sicilia l’accreditamento standard per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e formazione di secondo grado nell’anno 2013”.

Sicchè, conclude il G.L., il servizio svolto dall’istante, alle dipendenze dei predetti enti non può che essere valutato al pari di quello prestato presso scuole di istruzione secondaria o artistica non statali.

Alla ricorrente, pertanto, deve essere riconosciuto il relativo punteggio e, per l’effetto, va ordinato al Ministero convenuto di correggere la graduatoria e di adottare tutti i provvedimenti conseguenti.

*****

L’ordinanza di totale accoglimento, peraltro, si segnala anche per il rigetto delle le eccezioni preliminari del MIUR in ordine alla giurisdizione (giudice amministrativo e non ordinario) e al difetto di legittimazione passiva per non avere la ricorrente convenuto tutti i soggetti inclusi nelle graduatorie di terza fascia (litisconsorzio necessario).

Rileva, infatti, il Tribunale che la ricorrente, agendo dinnanzi al giudice ordinario, ha formulato la richiesta del riconoscimento del proprio diritto ad un determinato punteggio, sul presupposto della erronea interpretazione da parte dell’Amministrazione resistente del disposto del D.M. 50/2021. 

E’, dunque, chiaro che “la domanda dell’attore non è diretta all’annullamento del suddetto decreto, atto avente carattere generale e costituente esercizio di potestà autoritativa nella individuazione dei criteri per l’inserimento nelle graduatorie, quanto piuttosto, come già detto, ad ottenere l’attribuzione del punteggio, a suo dire, spettantegli, sulla base della corretta interpretazione delle norme di rifermento”.

In applicazione dei suindicati criteri di riparto, deve, dunque, dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.

Parimenti, precisa l’ordinanza di accoglimento totale, deve escludersi che nella fattispecie ricorra un’ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti di tutti i soggetti inclusi nelle graduatorie di terza fascia, profili di Assistente Amministrativo e di Collaboratore Scolastico ed Assistente Tecnico, a.s. 2021/2024, della Provincia di Palermo. 

La fattispecie del litisconsorzio necessario ricorre, infatti, fuori dai casi espressamente previsti dalla legge, solo quando, per la particolare natura o configurazione del rapporto giuridico dedotto in giudizio e per la situazione strutturalmente comune ad una pluralità di soggetti, la decisione non possa conseguire il proprio scopo se non sia resa nei confronti di tutti questi soggetti. Pertanto, funzione dell’istituto, è quella di tutelare chi ha proposto la domanda e non, invece, quella di tutelare il diritto di difesa dei litisconsorti pretermessi, già sufficientemente protetti dall’inefficacia, nei loro confronti, di una pronuncia emessa a seguito di un giudizio cui essi siano rimasti estranei (cfr. Cass. sez. 1 n. 4714/2004 rv 570877 – 01).

Avv. Michele Allegra

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Avv. Michele Allegra
Titolare dello studio legale ubicato in Cefalù (PA), laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, ha svolto la Pratica Forense a Termini Imerese presso lo studio dell’avv. I. Mormino, maturando la sua esperienza nell’ambito del Diritto civile. Dopo l’esame di abilitazione presso la Corte di Appello di Palermo, si è iscritto (1999) al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Termini Imerese. Ha maturato la sua esperienza professionale nel settore del Diritto civile (diritti reali, diritto di famiglia, infortunistica stradale, sfratti, recupero crediti, procedimenti monitori e cautelari, esecuzioni immobiliari e mobiliari) e del Diritto del lavoro, assistendo privati, società e pubbliche amministrazioni. Iscritto dal 30/01/2015 presso l’albo degli avvocati patrocinanti presso le Giurisdizioni Superiori, dal 2010 Mediatore civile professionista, ex D.M. n. 180/2010 s.m.i. , in convenzione con l’Organismo di mediazione Concilium A.D.R.