La giurisprudenza del Tribunale di Termini Imerese, nei vari giudizi che da anni affollano la Sezione Lavoro ha, in maniera univoca, condannato l’Engim Sicilia al pagamento delle retribuzioni in favore dei dipendenti sancendo, però, anche l’obbligo per l’Assessorato Regionale della Istruzione e Formazione Pprofessionale di corrispondere al predetto Ente quanto da quest’ultimo corrisposto ai lavoratori, nonché a rifondere le spese legali.

Per tali motivi gli ex dipendenti, nel promuovere le esecuzioni mobiliari (presso terzi), sempre dinanzi al Tribunale di Termini Imerese G.E., hanno contestato le dichiarazioni negative dell’Assessorato, terzo pignorato.

Il Tribunale di Termini Imerese G.E. – in sede di pignoramento presso terzi – ha ritenuto esistente il credito dovuto dall’Assessorato Regionale della Istruzione e Formazione Professionale (terzo pignorato) all’Engim Sicilia e non probante la dichiarazione negativa resa dell’Ente pubblico al fine di evitare l’assegnazione delle somme pignorate dall’ex dipendente di Engim Sicilia.

In un caso specifico, infatti, il Tribunale di Termini Imerese G.E. (ordinanza del 22/11/2017, R.G. 466/17, dott.ssa M.M. Urso), in seno alla procedura di pignoramento mobiliare promossa dal prof. E. F. in danno di Engim Sicilia e nei confronti del terzo pignorato, Assessorato Regionale della Istruzione e formazione professionale (terzo pignorato), ha accolto le contestazioni sollevate dal creditore procedente alla dichiarazione negativa resa dal terzo, assegnando all’ex dipendente dell’Engim Sicilia le somme pignorate presso il predetto Assessorato, condannando, ex art. 91 cpc, quest’ultimo anche al pagamento delle spese legali per la fase cognitoria scaturita a seguito della contestazione.

In particolare, il Tribunale adito, considerato che: a) al creditore spetta di provare il fatto costitutivo dell’obbligo del terzo, mentre a quest’ultimo incombe l’onere di provare di avere estinto la sua obbligazione prima della notifica dell’atto di pignoramento; b) dalla documentazione allegata risulta evidente che l’Engim è creditrice delle somme di cui ai decreti di finanziamento; c) il Tribunale di Termini Imerese – Sez. Lavoro- l’Assessorato ha condannato a rifondere all’Engim le spese pagate da quest’ultima all’ex dipendente in sede di opposizione a decreto ingiuntivo; d) il creditore procedente ha dimostrato l’esistenza di un rapporto debitorio tra Engim Sicilia ed il terzo pignorato, ha ritenuto degne di accoglimento le contestazioni del creditore procedente.

L’ordinanza sopra richiamata, come detto, si muove sul solco consolidato della giurisprudenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Termini Imerese (cfr., ex multis, sent. n. 159/2017 del 20/02/2017, RG. 963/16 e sent. n. 420/2017 del 17/05/2017, RG. 1575/2016) che ha avuto modo di precisare come le difese spiegate dall’Assessorato non possano trovare accoglimento in quanto, non solo quest’ultimo non ha adeguatamente provato l’asserita posizione debitoria dell’Engim Sicilia, ma anche perché la avvenuta erogazione del servizio pubblico formativo da parte dell’ENGIM (servizio essenziale ai fini dell’ingresso nel mondo del lavoro) impone l’erogazione dei finanziamenti per consentire all’associazione di far fronte ai propri oneri contrattuali verso i dipendenti e ciò nell’ottica dei doveri di buona fede e solidarietà economica e sociale lealtà.

Per tali motivi il G.L. (dott.ssa Chiara Gagliano) ha statuito che l’Engim è tenuto a pagare le retribuzioni ai dipendenti e che l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, chiamato in causa in garanzia, è tenuto a sua volta a pagare all’Engim Sicilia le somme da quest’ultima corrisposte ai lavoratori ed a rifonderle le spese legali.

Si potrebbe, infine, a parere di chi scrive, intravedere nel comportamento omissivo dell’Assessorato anche una sorta di responsabilità per culpa in vigilando non essendosi quest’ultimo attivato tempestivamente per arrestare e/o sospendere quei corsi di formazione per i quali, a suo dire, l’associazione Engim Sicilia era inadempiente con la rendicontazione e/o con gli adempimenti prescritti.

Tanto più che le reiterate denunce di revoca e/o di recupero, invocate nelle dichiarazioni rese dall’ente quale terzo pignorato e/o nella memoria di costituzione nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo ( a seguito della chiamata in garanzia proposta dall’Engim Sicilia), sono rimaste flatus voci.

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Avv. Michele Allegra
Titolare dello studio legale ubicato in Cefalù (PA), laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, ha svolto la Pratica Forense a Termini Imerese presso lo studio dell’avv. I. Mormino, maturando la sua esperienza nell’ambito del Diritto civile. Dopo l’esame di abilitazione presso la Corte di Appello di Palermo, si è iscritto (1999) al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Termini Imerese. Ha maturato la sua esperienza professionale nel settore del Diritto civile (diritti reali, diritto di famiglia, infortunistica stradale, sfratti, recupero crediti, procedimenti monitori e cautelari, esecuzioni immobiliari e mobiliari) e del Diritto del lavoro, assistendo privati, società e pubbliche amministrazioni. Iscritto dal 30/01/2015 presso l’albo degli avvocati patrocinanti presso le Giurisdizioni Superiori, dal 2010 Mediatore civile professionista, ex D.M. n. 180/2010 s.m.i. , in convenzione con l’Organismo di mediazione Concilium A.D.R.