L’INPS (appellante) ha sostenuto la legittimità della iscrizione alla Gestione Separata ed il conseguente obbligo contributivo della lavoratrice dipendente iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (pur in presenza di sole prestazioni occasionali), poichè la sussistenza dell’obbligo contributivo integrativo alla Cassa di appartenenza non escluderebbe la sussistenza dell’obbligo contributivo alla Gestione Separata dell’INPS, che ha natura meramente solidaristica e, pertanto, è inidoneo a costituire una posizione previdenziale utile a fini pensionistici.

La Corte territoriale di Palermo, pur consapevole delle pronunce, anche recenti, della Corte di Cassazione favorevoli all’INPS, ritiene che la tutela previdenziale dell’attività svolta dal professionista, proprio perché subordinata all’iscrizione all’Albo, non sia disciplinata dall’art. 2 comma 26 della L. 335/95 ma dal precedente comma 25 del medesimo articolo.

Ne consegue, precisa la Corte, che la Cassa professionale è garante sia della fase di prelievo che della fase di erogazione della previdenza e assistenza per i dottori commercialisti, mentre la Gestione Separata dell’INPS è una “cassa residuale” che offre tutela soltanto in relazione allo svolgimento di attività prive di collegamento con un ente previdenziale di categoria.

Poiché le Casse autonome hanno meccanismi di finanziamento idonei a garantire l’equilibrio gestionale, è rimesso alla scelta della Cassa medesima di determinare il quantum e anche l’an, in casi particolari, della contribuzione.

Per questi motivi, la Corte di Appello Palermo continua a dare seguito al proprio orientamento, considerato che anche la Relazione che ha accompagnato (in sede di lavori preparatori) la conversione in legge del D.L. 98/2011, consegnava all’interprete l’espressione univoca di una intentio straordinariamente coerente con il dato testuale.