Come si era già avuto modo di precisare in precedenti articoli, l’Assessorato Regionale della Istr. e Formazione Prof. le aveva impugnato le sentenze, rese in primo grado dal Tribunale Lavoro di Termini Imerese, che lo avevano condannato a corrispondere all’Engim Sicilia quanto da quest’ultimo corrisposto ai lavoratori a titolo di retribuzioni, in forza dei decreti ingiuntivi emessi sulla scorta delle buste paga non pagate.

La Corte di Appello, con le sentenze 343//2018 e  347/2018 del 04/04/2018, ha rigettato l’appello dell’assessorato perché “l’appellante, diversamente da quanto dedotto in altre controversie di analogo contenuto decise da questa Corte, non ha contestato la esistenza del titolo dell’obbligazione di garanzia posta a fondamento della relativa domanda. Infatti a parte la generica affermazione secondo cui non sarebbe configurabile in base alla normativa regionale un rapporto di garanzia impropria, argomenta poi diffusamente solo sulla inesistenza di un rapporto obbligatorio con i lavoratori e, per l’effetto, di un’azione diretta degli stessi nei confronti dell’Amministrazione, che , però, la sentenza impugnata non aveva affatto affermato, avendola, anzi, esclusa”.

Secondo la Corte, dunque, l’Assessorato avrebbe “sbagliato tiro”, centrando, con il proposto gravame, fatti e circostanze che la sentenza di primo grado non aveva affermato (ma, anzi, escluso) e, quindi, non erano suscettibili di riforma.

In altri termini, dice la Corte territoriale, “la proposta impugnazione non attinge l’esistenza dei presupposti di fatto dell’obbligazione di garanzia dell’Amministrazione appellante, che il Tribunale ha espressamente individuato sulla base della documentazione depositata dall’Engim nella concessione dei finanziamenti in ricorso e nella loro mancata erogazione, ma si sofferma unicamente sulla diversa questione che il rapporto obbligatorio principale sussisteva soltanto con l’ente di formazione, che è quanto in ultima analisi ha affermato il Tribunale”.

Un autogol che è costato caro all’Assessorato il quale, oltre ad essere stato condannato a pagare le spese del giudizio di appello all’Engim Sicilia, è stato condannato, in accoglimento dell’appello incidentale da quest’ultimo proposto, a rifondere al predetto ente anche le spese legali (tutte) pagate ai lavoratori.

Sono state, invece, compensate le spese con i lavoratori (appellati) nei cui confronti l’Assessorato non aveva spiegato alcuna domanda (al pari dell’Engim Sicilia).