Con le sentenze nn. 1270 e 1272 del 05.03.2018, la Commissione Tributaria Provinciale di Palermo ha accolto le difese svolte in favore di un Comune delle alte Madonie chiamato in giudizio da alcuni utenti che nell’anno 2007 avevano omesso il pagamento dell’allora imposta I.C.I.

L’ente pubblico in questione ha fondato la sua pretesa economica sull’obbligo del socio della Cooperativa sociale “la N.C.” di pagare l’imposta I.C.I. fin dal momento in cui lo stesso acquista il possesso dell’immobile, e non nel momento in cui ne ottiene la proprietà.

In termini analoghi, si era già espressa la Supreme Corte di Cassazione con la sentenza n. 16130/2004, precisando che la sussistenza del presupposto d’imposta I.C.I. in capo al socio titolare dello ius possidendi trova fondamento nel D.Lgs. 504/1992 che, all’art. 1, relativo alle imposta comunale sugli immobili, dispone: Presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato…”.

Con ulteriore Sentenza n. 22570/2004, la Cassazione ha precisato che, essendo il possesso degli immobili il presupposto del tributo, è tenuto al pagamento dell’imposta l’assegnatario, anche provvisorio, di alloggio di cooperativa edilizia.

“Pertanto, ai fini dell’obbligo di pagamento dell’imposta, non va accertata la data di stipula dell’atto notarile di trasferimento della proprietà, ma quella dell’atto di assegnazione provvisoria dell’appartamento”, ha  precisato la Commissione Tributaria adita.

Più recentemente, anche le Istruzioni per la Dichiarazione I.M.U. hanno acquisito, quale regola generale, il principio ormai consolidatosi in giurisprudenza in tema di I.C.I., ossia l’identificazione nel possesso degli immobili quale presupposto per l’imposizione del tributo ed il conseguente onere di pagamento dell’imposta per l’assegnatario, anche provvisorio, di alloggio di cooperativa edilizia, nonostante non sia stato ancora stipulato l’atto notarile di trasferimento della proprietà in suo favore.

Nel caso specifico, l’assegnazione dell’alloggio era avvenuta nel marzo del 2006, mediante il relativo verbale di assegnazione e senza che vi fosse la necessità di un successivo e diverso verbale di consegna.

Conseguentemente, la Commissione Tributaria Provinciale di Palermo ha accolto in pieno la tesi difensiva della scrivente, riconoscendo la legittimità della pretesa economica del Comune, e rigettando il ricorso proposto dagli utenti morosi.