Il Tribunale di Sciacca ha recentemente emesso una sentenza che, per il suo significativo valore umano e sociale, farà riflettere molto.

Lo famiglia-ricorrente lamentava una condotta discriminatoria nei confronti del figlio riguardo alle ore di sostegno scolastico che riceveva, in quanto disabile.

Il Giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, dott.ssa Valentina Stabile, accogliendo il ricorso, ha ordinato all’amministrazione scolastica l’immediata cessazione della condotta discriminatoria, con conseguente assegnazione all’alunno disabile di un numero adeguato di ore di sostegno; inoltre è stato riconosciuto il danno subito dallo studente e quantificato in mille euro per ogni mese di mancanza dell’insegnante di sostegno.

La sentenza ha, infine, chiarito che l’attribuzione a uno studente disabile di un numero di ore di sostegno scolastico inferiore rispetto a quello ritenuto necessario dal competente organo collegiale è illegittimo e costituisce “un atto lesivo del diritto allo studio e all’integrazione scolastica da riconoscersi in capo allo studente, che integra una condotta discriminatoria”.

Si osserva come il diritto allo studio per gli studenti disabili in molti casi resta solo sulla carta, finchè non intervenga un Tribunale a richiamare e condannare le Istituzioni Pubbliche affinchè osservarvino le leggi e i principi costituzionali.

Questa sentenza, infatti, potrebbe costituire un importante precedente giurisprudenziale e fornire un orientamento su eventuali casi analoghi futuri.

La storia, purtroppo, pare molto frequente, soprattutto in Sicilia: analoghi furono i fatti che portarono il Tribunale di Palermo a riconoscere il diritto di sette famiglie che denunciavano l’inadeguatezza delle ore di sostegno per i loro figli.

Prendendo come riferimento l’art. 4. del D.P.C.M. n. 185 del 2006, si possono individuare e sintetizzare le fasi del procedimento per assegnare le ore di sostegno in modo corretto nel seguente modo:

  1. il G.L.O.H. elabora i P.E.I. all’interno dei singoli Istituti scolastici, al termine delle fasi procedimentali previste dall’art. 12, comma 5, della legge n. 104 del 1992;
  2. il Dirigente scolastico trasmette le relative risultanze agli Uffici scolastici;
  3. gli Uffici scolastici, a seguito dell’acquisizione dei dati, devono attribuire ai singoli Istituti tanti insegnanti di sostegno, quanti ne sono necessari per coprire tutte le ore che sono risultate oggetto delle proposte, salva la possibilità di esercitare un potere meramente correttivo, sulla base di riscontri oggettivi;
  4. il dirigente scolastico – tranne i casi in cui prenda atto della correzione di errori materiali o delle circostanze ostative, specificamente e motivatamente individuate dagli Uffici scolastici – deve attribuire a ciascun disabile un numero di ore di sostegno corrispondente a quello oggetto della singola proposta del G.L.O.H, dalla quale non si può discostare;
  5. pertanto, i procedimenti riguardanti gli alunni disabili si devono concludere con gli atti del Dirigente scolastico di attribuzione delle ore di sostegno, in conformità alle risultanze del G.L.O.H.

Va pertanto considerato condivisibile l’orientamento dei Tribunali amministrativi regionali per il quale è fondata la pretesa dei genitori a vedere attribuite ai propri figli disabili le ore di sostegno nella misura determinata dai G.L.O.H.